

103. Gli sviluppi tecnologici: l'et del petrolio.

Da: U. Eco-G. B. Zorzoli, Storia figurata delle invenzioni,
Bompiani, Milano, 1961.

Da quando nel 1859 il petrolio fuoriusc per la prima volta da un
pozzo artesiano della Pennsylvania, l'estrazione, la raffinazione
e l'uso del cosiddetto oro nero hanno fatto passi da gigante.
Inizialmente usato a scopo d'illuminazione, da quando, verso la
fine del secolo, furono inventati i motori a scoppio, i derivati
del petrolio come la benzina e la nafta si affermarono
progressivamente come combustibili indispensabili a navi, aerei ed
automobili, anche se il carbone continu ad essere usato
diffusamente. Mentre il petrolio consentiva l'accumulo di immense
fortune, come quelle degli americani Rockefeller, che per primi
seppero immagazzinarlo e commerciarlo, lo sforzo di tutti i paesi
industrializzati di appropriarsi delle pi importanti fonti di
approvvigionamento, esteso anche nel Terzo mondo, ha determinato
fino ai nostri giorni una spietata concorrenza fra le compagnie,
attriti fra le maggiori potenze e conflitti sanguinosi. Anche se
l'uso di questo combustibile  stato affiancato in seguito da
quello di altri propellenti come gas ed energia nucleare, resta
ancora vero ci che affermano in questo brano il celebre semiologo
italiano Umberto Eco e il fisico Giovanni Battista Zorzoli, e cio
che la lotta per il petrolio  una lotta per la sopravvivenza
nella moderna civilt industriale.


Il 27 agosto 1859, a Oil Creek, in Pennsylvania, da una profondit
di 21 metri, sprizzava il primo getto di petrolio. Tre tonnellate
al giorno, una nuova ricchezza per centinaia di coloni e di
avventurieri, la rivalutazione improvvisa di terre, votate alla
desolazione, il fiorire di una nuova industria. Drake [Edwin
Laurentine Drake, industriale americano, che per primo us il
pozzo artesiano nell'estrazione] tuttavia non seppe trarre dalla
sua scoperta tutti i frutti possibili; egli non aveva la stoffa
del grande affarista e l'era del petrolio richiedeva altre tempre.
Drake chiude un'epoca e rimane come l'ultimo modello di un eroe
che si muove ancora in una battaglia a misura d'uomo.
I nuovi territori, che ormai fungheggiavano di derrick [tralicci a
forma di tronco di piramide per sostenere le trivelle] sempre pi
perfezionati, rappresentavano una fiera dello spreco; il petrolio,
una volta scoperto, erompeva alla superficie senza che fossero
stati elaborati sistemi adatti per immagazzinarlo e si disperdeva
nel terreno; in 24 ore fuoruscivano 600 mila litri di petrolio.
Nel 1859 esso valeva due dollari a barile, nel 1862 un barile
costava ormai dieci cents. Ma nello stesso anno arriv a Oil Creek
Valley, resa famosa da Drake, un giovane affarista newyorkese, di
antica origine francese, John Davison Rockefeller [industriale
americano, fondatore della celebre dinastia di petrolieri]; questi
comprese che 1'affare non consisteva pi ormai nel trovare il
petrolio, ma nell'immagazzinarlo, condurlo in centri di
distillazione e di raffinazione, smerciarlo infine come olio da
lampade, gas, lubrificanti, paraffina, prodotti farmaceutici. Egli
install una raffineria di petrolio a Cleveland, cio a 300
chilometri dai pozzi, ma ben situata per quanto riguardava i mezzi
di trasporto del prodotto finito verso le regioni industriali
dell'Est degli Stati Uniti. Le tre compagnie ferroviarie che
controllavano le linee per Pittsburgh, Filadelfia e New York,
praticavano prezzi elevatissimi; ma Rockefeller costitu la
Southern Improvement Company, una Societ di comodo la quale,
applicando alle tre compagnie ferroviarie la massima del divide
et impera, cio ricattando ciascuna di esse con la minaccia di
servirsi esclusivamente dalle altre, riusc a stabilire contratti
favorevolissimi. Esse ebbero il monopolio dei trasporti
Rockefeller, ma in compenso si impegnarono a versargli il 50%
degli incassi di tutti i trasporti-merci, non solo dei soci della
Southern Improvement, vale a dire delle societ di Rockefeller, ma
di tutti gli altri spedizionieri. In tal modo, praticamente
finanziato da tutti gli industriali e commercianti delle regioni
servite da queste compagnie, Rockefeller pot ridurre i prezzi dei
suoi prodotti, rovinare la concorrenza ed assorbire le altre
imprese petrolifere. Cos la Standard Oil, da lui fondata durante
la guerra civile americana, prosper al punto da controllare, nel
1874, il 50% delle raffinerie statunitensi.
In seguito i progressi dell'automobilismo dimostrarono l'utilit
del petrolio per la propulsione di veicoli a motore: l'automobile
a benzina aveva definitivamente spodestato le auto a vapore e ad
accumulatori elettrici; il ciclo Diesel (1893) imponeva la nafta
(olio pesante), fino ad allora considerata come un residuo poco
pregiato di lavorazione, come combustibile ideale in terra e per
mare. Il mercato dell'olio illuminante veniva cos ad assorbire
solo una trascurabile frazione della produzione petrolifera; si
prospettavano ora altri immensi sbocchi e il petrolio si affermava
definitivamente come una fonte di energia di fondamentale
importanza per la vita del mondo intero. Proprio quando il mondo
avverte fame di carbone, il petrolio appare come soluzione alla
crisi. I sistemi di perforazione si moltiplicano e si affinano,
dalle aste a percussione si passa a quella a rotazione, infine
alle turboperforatrici, i pozzi petroliferi si infittiscono in
America, in tutto il mondo si va alla scoperta di nuovi
giacimenti: la Russia, la Rumenia, il Medio Oriente, il Venezuela
si rivelano immensi magazzini di idrocarburi. Per trasportare il
liquido dai centri di estrazione alle raffinerie, si innervano
sulla crosta della terra migliaia di chilometri di oleodotti. Nel
1892 viene varata la prima nave petroliera. Il petrolio genera
ricchezze smisurate, si impone come elemento di affermazione e di
successo, di discordia, di contese spietate, di guerre. La lotta
per il petrolio  una lotta per la sopravvivenza nella moderna
civilt industriale.
Se diamo uno sguardo retrospettivo alla storia del petrolio, ci
accorgiamo come negli ultimi cento anni da esso abbiano preso
origine alcuni dei pi preoccupanti conflitti che hanno agitato il
mondo; oggi, gran parte della tensione internazionale 
accresciuta da una opposizione di interessi petroliferi. Ma dietro
a questi conflitti sta la vertiginosa ricchezza, lo smisurato
potere che il possesso del petrolio ha conferito a certi gruppi
sociali; e dalle origini della rivoluzione industriale forse mai
si  assistito a lotte tanto spietate come quelle provocate dal
petrolio. Le agitazioni dei primi operai, messi sul lastrico dalle
nuove macchine tessili, diventano un fatto di limitata portata di
fronte ai conflitti armati scatenati intorno agli interessi
petroliferi.
